MAFIA, ARRESTATI BOSS SALVATORE E SANDRO LO PICCOLO

 

 

PALERMO – I boss latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo sono stati arrestati a Carini.

Insieme ai boss Sandro e Salvatore Lo Piccolo sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Palermo, anche altri due latitanti, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. Il primo è reggente di Brancaccio il secondo di Carini. Tutti inseriti fra i 30 maggiori ricercati d’Italia. I quattro sono stati arrestati in una casa di campagna a Giardinello, vicino a Carini. Erano impegnati in una riunione fra boss. Arrestati anche due complici dei boss.

Le indagini che hanno portato all’operazione che ha consentito l’arresto dei  4 boss è stata condotta dai pm Nico Gozzo, Gaetano Paci e Francesco Del Bene. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo.

QUESTORE PALERMO,NUOVO COLPO DELLA POLIZIA – ‘Dopo l’arresto di Bernardo Provenzano adesso toccava ai Lo Piccolo e la polizia di Stato è riuscita a raggiungere questo risultato portando in cella anche latri due latitanti’. Lo afferma all’ANSA il questore di Palermo, Giuseppe Caruso. ‘Eravamo sulle tracce dei boss già da tempo – afferma – e questo è un grande risultato, aver preso anche altri due latitanti importanti’.

MESSINEO, BOSS ESERCITAVANO LORO POTERE – ‘Siamo estremamente soddisfatti. I personaggi arrestati non sono solo latitanti ma capimafia che esercitavano il loro potere sul territorio’. Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo commentando a caldo l’arresto dei boss latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo e dei due favoreggiatori Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. ‘Ci attendiamo adesso una serie di conseguenze positive di disarticolazione dell’apparato criminale – ha aggiunto – ed anche sul piano di possibili collaborazioni di imprenditori e commerciati, venuto meno il sostegno dei boss catturati’. ‘Un riconoscimento particolare – ha concluso Messineo – va alla polizia e alla grande professionalità dimostrata nel condurre questa operazione’.

 

 

ARRESTO DI LO PICCOLO IN VIDEO

SU You TUBE

 

http://www.youtube.com/v/nUkqBmxQBuc&rel=1

 

 

 

Mafia, arrestati i Lo Piccolo

 

 

PALERMO – Duro colpo ai vertici di Cosa Nostra. I boss latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo sono stati arrestati questa mattina a Carini. Con loro, la Squadra mobile di Palermo ha fermato altri due latitanti, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi: il primo è reggente di Brancaccio, il secondo di Carini. Tutti erano inseriti fra i 30 maggiori ricercati d’Italia. I quattro sono stati arrestati in una casa di campagna a Giardinello, vicino a Carini. Erano impegnati in una riunione fra boss.

Le indagini che hanno portato all’operazione che ha consentito l’arresto dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, di Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi, sono state condotte dai pm Nico Gozzo, Gaetano Paci e Francesco Del Bene. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo. La polizia di Stato ha arrestato due favoreggiatori dei quattro boss latitanti bloccati nelle campagne di Carini, in provincia di Palermo. Non si conosce ancora la loro identità.

IL BOSS – Il boss Salvatore Lo Piccolo, 65 anni, arrestato questa mattina dalla polizia insieme al figlio Sandro, di 32 anni, per gli inquirenti è il nuovo capo di Cosa Nostra. Dopo l’arresto di Bernardo Provenzano, infatti, avrebbe assunto il controllo dell’organizzazione criminale contendendo la leadership a Matteo Messina Denaro, boss latitante del Trapanese. Salvatore Lo Piccolo avrebbe scalato i vertici dell’organizzazione partendo dal suo mandamento, la borgata di Resuttana San Lorenzo, fino a controllare l’intera città di Palermo. Anche gli altri due capimafia catturati nell’operazione, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi, vengono indicati dagli investigatori come boss di prima grandezza. Adamo sarebbe il nuovo reggente del rione Brancaccio, tradizionale feudo di Cosa Nostra, mentre Pulizzi controllerebbe il paese di Carini.

IL BLITZ – Circa quaranta agenti della sezione Catturandi della Squadra mobile hanno fatto irruzione nella villetta a Giardinello, nel Palermitano. I poliziotti hanno circondato la casa in cui si trovavano i quattro latitanti, che erano riuniti per una riunione in un garage. Erano tutti armati. I poliziotti hanno circondato l’edificio e hanno pure sparato alcuni colpi di arma da fuoco per bloccare Salvatore e Sandro Lo Piccolo, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. Gli agenti della Catturandi hanno seguito i due favoreggiatori (sono stati arrestati anche loro), che li hanno portati alla villetta. Qui è scattato il blitz. Nel covo sono stati trovati documenti, somme di denaro e armi.

L’IDENTIKIT – Il volto del boss Salvatore Lo Piccolo, ricercato da 23 anni, è differente da quello ricostruito dall’identikit che era stato effettuato durante le indagini su indicazione di alcuni collaboratori di giustizia. Il capomafia ha la barba incolta, veste casual, e indossa un giubbotto di pelle. Il figlio del boss, Sandro Lo Piccolo, ricercato da dieci anni, somiglia molto all’ultima foto di cui erano in possesso gli investigatori della Squadra mobile. Ha i capelli corti e il volto rasato.

05/11/2007

 

 

Grandangolo. Le anticipazioni del n. 43 Il Pentito Maurizio Di Gati dichiarazioni : Le ESTORSIONI in VIDEO

Ancora stralci inediti della maxi inchiesta anti mafia ‘’Marna”. Le estorsioni contro gli imprenditori che hanno contribuito alle indagini.

 

 

Pressioni e ricatti, estorsioni e attentati. Un settore ritenuto da Cosa nostra remunerativo e lucroso. Lo smaltimento dei rifiuti, la nettezza urbana. Luigi Putrone ricorda: ‘’fin quando sono stato a Porto Empedocle mi sono occupato solo io delle estorsioni, a danno delle ditte Mirabile, Di Betta, Calabro’, Consiglio e Gaglio. Vincenzo Consiglio, insieme a Gaglio e Calabro’, si aggiudica l’appalto della nettezza urbana a Porto Empedocle nel 92. Io mi presento nell’ ufficio di Consiglio, lo minaccio e gli dico : ‘’le spese per la famiglia di mafia sono tante”. Consiglio dal 92 al 99 paga 12 milioni all’anno, poi aumentati a 15 milioni, in due rate, ogni 6 mesi. E cosi’ anche Giuseppe Gaglio”. Maurizio Di Gati ricorda: ‘’ quando nel 1999 scappa Luigi Putrone, latitante, a Porto Empedocle vi sono due correnti. Giovanni Putrone, che chiede denaro in nome del fratello Luigi, e Gerlandino Messina. I due sono in conflitto e io intervengo per riappac
ificare. Giovanni Putrone si presenta da Vincenzo Consiglio ma lui ha dei dubbi. Allora Giovanni ritorna nell’Ufficio di Consiglio insieme a me, Di Gati, e Giovanni mi presenta come il Capo Provincia, il numero 1. Io, in presenza anche di Antonio Mirabile, raccomando che, nonostante la latitanza di Luigi Putrone, bisogna pagare come prima, nelle mani, pero’, di Giovanni Putrone. 20 milioni all’anno in due rate, una ogni 6 mesi. Giovanni Putrone avrebbe consegnato i soldi a me, Di Gati, e io a Giuseppe Fanara, di Santa Elisabetta. Giovanni Putrone pero’ anziche’ a me i soldi li consegna al fratello, Luigi. Fanara si lamenta con me. Gerlandino Messina vuole uccidere Giovanni Putrone ma io mi oppongo per rispetto a Luigi. Poi e’ Luigi che mi fa’ sapere che ha ricevuto dal fratello Giovanni circa 90 milioni di lire e che se li e’ trattenuti lui perche’ servivano per il fratello Giuseppe, detenuto, e per la sua latitanza. Quando e’ arrestato Giovanni Putrone, Vincenzo Consiglio e Antonio Mirabile sono costretti a pagare l’estorsione a Dino Vitello, di Agrigento, poi arrestato l’ 11 luglio del 2005, il giorno dell’operazione San Calogero. Quando nel 99 Giuseppe Gaglio si aggiudica l’ appalto della nettezza urbana a Favara, si occupa della messa a posto Giuseppe Vetro, latitante, che incontra Gaglio nella campagna di Antonio Vaccaro. Vetro impone a Gaglio l’estorsione e l’assunzione di Pasquale Alaimo. Per l’appalto di Favara, Gaglio paga due rate all’anno da 10 milioni ciascuna a Giovanni Putrone”.
 
‘ MARNA  NEWS ‘
 
Ha un nome e cognome il 13esimo ricercato della maxi inchiesta antimafia Marna. Altri stralci inediti delle dichiarazioni del pentito Maurizio Di Gati.
 
Il 13esimo ricercato della maxi inchiesta antimafia Marna, l’ultimo della lista, e’ Giuseppe Lana. Ha 35 anni, e’ nato a Ribera ma e’ residente a Siculiana. A casa sua, pero’, in via Calvario 99, non risponde nessuno. Lui e’ all’estero. Sarebbe stato gia’ rintracciato. E presto sara’ in carcere. Giuseppe Lana e’ ritenuto affiliato alla famiglia mafiosa di Siculiana. Anche lui avrebbe favorito la latitanza di Gerlandino Messina. Sarebbe stato la sua scorta armata, lo avrebbe ospitato in una propria abitazione e si sarebbe occupato di procurargli il cibo anche perche’ lui, Lana, e’ un cuoco. Infatti, grazie a Gerlandino Messina, Giuseppe Lana, che ha una fidanzata tedesca, avrebbe ottenuto un locale in gestione a San Leone. Nel frattempo, altri particolari emergono dalle acque ribollenti delle indagini della Squadra mobile di Agrigento e della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Alcuni stralci delle dichiarazioni di Maurizio Di Gati che racconta: ‘’mi sono incontrato con Gerlandino Messina fino ai primi mesi del 2005. Poi non piu’, perche’ Messina si e’ alleato con Giuseppe Falsone, che lo ha nominato Vice Capo di Cosa nostra agrigentina. Messina ha sempre con se’ un fucile mitragliatore 357 ed una pistola calibro 7 e 65. Messina e’ anche il capo del Mandamento di Porto Empedocle, mentre Agrigento citta’ e’ un Mandamento a parte, ed il capo e’ Cesare Lombardozzi. Ho incontrato Messina in un Residence di Siculiana, dove gli ha affittato una casa Bruno Doria, presente all’incontro e con il quale Messina ha compiuto delle rapine durante le giocate a carte natalizie per racimolare dei soldi. Messina comunica anche con i bigliettini e l’Ufficio postale sarebbe l’officina dei fratelli Iacono a Realmonte. Io, tramite Pasquale Di Salvo, ho consegnato soldi alla famiglia di Filippo Sciara di Siculiana, detenuto all’ergastolo al processo Akragas. La moglie di Sciara, infatti, e’ figlioccia di Pasquale Di Salvo. Quando il 18 giugno del 2000 nella zona delle Cannelle a Porto Empedocle fu arrestato Giuseppe Messina, il nipote, Gerlandino, scappo’ in tempo perche’ fu avvertito dallo zio che si accorse dei Carabinieri. Gerlandino si rifugio’ da Francesco Gucciardo di Siculiana, inteso Cicciu u surdu. Gucciardo ha scortato Messina armato con una pistola 357 magnum. Il rappresentante della famiglia di Siculiana e’ Roberto Renna, fratello del dentista Giuseppe, detenuto al processo Akragas. Roberto Renna si e’ occupato della messa a posto della discarica di Catanzaro, che lo paga ogni sei mesi. Me lo ha detto Gerlandino Messina, la prima volta che ci siamo incontrati, alla fine del 2003”.
 

Le  ESTORSIONI  in  VIDEO  su You Tube

 

http://www.youtube.com/v/x0Y_Xk-xXX8&rel=1

 

 

                          

( Angelo Ruoppolo )                 ( Bestiacane )

 

 

 

Nel numero 43 di Grandangolo – il giornale di Agrigento – in edicola domani si dà notizia in esclusiva delle dichiarazioni del pentito Maurizio Di Gati  che – secondo il suo racconto – mentre era il capo della mafia della provincia di Agrigento – diede l’ordine a tutti i capi delle famiglie della provincia di votare, per le passate elezioni regionali, per Salvatore Cuffaro.

Le dichiarazioni di Di Gati contenute nel provvedimento di fermo nei confronti di 13 persone arrestate nel contesto dell’operazione antimafia ”Marna” fanno piena luce sulle dinamiche estortive che hanno costretto a pagare il pizzo alla mafia agli imprenditori Catanzaro, Gaglio, Mirabile, Consiglio, Greco. Nello stesso numero si dà notizia dell’indagine parallela svolta attualmente dalla Procura di Agrigento  – ipotesi di reato: concussione – nei confronti del capo dei vigili urbani di Siculiana – Giuseppe Callea – e alcuni esponenti dell’Udc locale.

 

 

06:17 PMSaturday 3 November 2007Invia un commento

 

 

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VINCENZO VACCARO NOTTE

Vincenzo Vaccaro Notte

 

 

Otto anni oggi …..con precisione sono passati 2922 giorni dall’assassinio di mio fratello Vincenzo .

Quando un esercito di ” PIDOCCHI ” facenti parte della ‘ COSCA dei PIDOCCHI ‘dell’hinterland Agrigentino, chiesero autorizzazioni all’allora capo mafia provinciale Maurizio Di Gati per assassinare mio fratello, e di Gati diede loro il via libera.

Ma chi cazzo è Maurizo Di Gati????

Che si è permesso di autorizzare l’assassinio di mio fratello Vincenzo.

La mattina del 3 novembre 1999 un esercito di pidocchi dalle origini meschine, indegni di respirare ossigeno e di vivere in mezzo alla società civile come la nostra, era presente nel luogo dove poi venne assassinato mio fratello….

‘ COSCA dei PIDOCCHI ‘ certo  che  è  poco  dignitoso  che  certa  SPORCIZIA  come  voi , respiri  ossigeno  tanto  prezioso  che  serve  alla  gente  ONESTA , LABORIOSA  è  STIMATA .

Quando  voi  siete  i  veri  PIDOCCHI  e  PARASSITI   inutili  umani su  questa  terra , indegni di  vivere  assieme  ad  una  società  civile .

ANIMALI  come  voi  vanno  rinchiusi  in  un  porcile  trattati  come  tali   e  dati  in  pasto  ai  vermi,  perché   solo  i  vermi  sono  degni di  assaporare la loro stessa  specie  è  come  tali  vanno  trattati .

UN  AUGURIO  dal  profondo  cuore  che  vi  giunga  nell’immediato , di  vivere  nella  sofferenza  100  volte  in  più  o  meglio  1000  volte , perché  BASTARDI  come  voi  vanno  cancellati  dalla  faccia  della  terra , che  tutte  le  disgrazie  DIVINE  è  TERRENE  si  abbattano  sulla  vostra  indegna  famiglia  e  generazioni  future  se  ce  ne  saranno  ma  < /SPAN>credo  di  no .

Che  la  vostra  mente  non  abbia  pace  ne  di  giorno  ne  di  notte  e  che  i  vostri  corpi  vivano  quei  pochi  giorni  che  vi  rimangono , nelle  più  atroci  SOFFERENZE    MALATTIE  e  DISGRAZIE  di  questo  mondo .

Che  la  MALEDIZIONE  vi  stia  sempre  accanto , vivere  nel  TORMENTO  e  nella  DISPERAZIONE  di  non  trovare  mai  la  SOLUZIONE , perché  vermi  come  voi  sono  privi  dell’ANIMA  che  fa  ragionare  le  persone  civili .

Pertanto  l’unica  cosa  che  vi  rimane è  quella  di  farla  finita : IMPICCANDOVI  o  BRUCIANDOVI  con  le  vostre  stesse  MANI  SPORCHE  DI  SANGUE  INNOCENTE .

 

3 novembre 1999

 

Angelo Vaccaro Notte 

 

 

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Processo «Sicania» parlano due pentiti Putrone e Gagliardo

SANTA ELISABETTA

Processo «Sicania»

 

 

parlano due pentiti

 

 

SANTA ELISABETTA. Rimmarrà immutato

il collegio giudicante del Tribunale penale di Agrigento, presieduto da Antonina Sabatino,

dinanzi al quale si sta celebrando il processo con il rito ordinario scaturito dall’inchiesta antimafia

denominata «Sicania». L’eccezione sollevata dalla difesa su una presunta incompatibilità

del presidente Sabatino è infatti stata rigettata e pertanto i giudici rimarranno al loro posto.

Sul banco degli imputati siedono Stefano Fragapane, Vincenzo Fragapane, Francesco Fragapane,

nonché Alfonso Milioto e Stefano La Porta. Gli imputati, difesi dagli avvocati Mirabile, Quattrocchi,

Gaziano e Pennica, sono chiamati a rispondere a vario titolo dei reati di associazione per

delinquere di stampo mafioso e turbativa di mercato. Nel corso dell’udienza di ieri,

celebrata nell’aula n.7 del palazzo di giustizia di via Mazzini, oltre a dirimere la questione legata alla

presunta incompatibilità del presidente del collegio, sono stati esaminati due collaboratori di

giustizia: Luigi Putrone di Porto Empedocle e Ignazio Gagliardo di Racalmuto. I due «imputati di

reato connesso», sentiti da una località segreta con il sistema della multi videoconferenza, hanno

ribadito quanto già da loro dichiarato dinanzi ai magistrati della Direzione distrettuale antim
afia

di Palermo circa le loro specifiche conoscenze sui fatti sui personaggi inerenti questo processo.

La prossima udienza è stata fissata per il 25 ottobre.

 

DARIO BROCCIO

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Processo Sicania. Giudici in trasferta al Pagliarelli

     

 
 
 

 

 

Processo Sicania. Giudici in trasferta al Pagliarelli

 

Udienza in trasferta a Palermo per il processo Sicania. Gli empedoclini Falzone, Albanese e Salemi parlano pochi secondi. Ora tocca a Putrone.

 

 

Nessuno dei tre pentiti, ascoltati nell’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo, ha dichiarato di conoscere direttamente gli odierni imputati. Ieri mattina giudici e avvocati hanno interrogato i collaboratori di giustizia empedoclini Alfonso Falzone, Giulio Albananese e Pasquale Salemi. Il processo in questione è relativo allo stralcio col rito ordinario dell’inchiesta antimafia sulle famiglie di Sant’Angelo Muxaro e Santa Elisabbetta denominata ”Sicania”. Il collegio penale è presieduto dal giudice Antonina Sabatino con a latere Silvia Franzoso e Laura Petitti. I tre pentiti, che non hanno quindi fornito informazioni particolarmente utili, hanno risposto anche  alle domande del pm Rita Fulantelli. Adesso si attende l’audizione di altri due colaboratori eccellenti : Luigi Putrone, che aveva esordito in videoconferenza pochi giorni fa al processo d’appello contro gli empedoclini Traina, ed Ignazio Gagliardo. La loro audizione è in programma il 16 ottobre nell’aula 7 del tribunale di Agrigento. Nel registro degli imputati figurano 7 persone: Stefano e Francesco Fragapane, il pastore Stefano La Porta di 46 anni, gli operai Antonino Di Raimondo di 55 anni e Giuseppe La Porta di 65, i fratelli Angelo ed Alfonso Milioto di 67 e 41 anni. Il colegio difensivo è composto dagli avvocati Salvatore Pennica, Antonino Gaziano, Empedocle Mirabile , Enrico Quattrocchi , Luca Angeleri ed Annamaria Lovello. Il processo ruota attorno al duplice omicidio dei fratelli Vincenzo e Salvatore Vaccaro Notte di Sant’Angelo Muxaro, titolari di un’agenzia di pompe funebri che ebbero il coraggio di respingere le intimidazioni  di Cosa Nostra pagando con la vita. Furono uccisi 7 anni fa . Il blitz ”Sicania”, originariamente, unificava 12 indagati scesi poi a 10.

Fu portato a termine il 10 maggio del 2006. Gli altri tre soggetti che non figurano nel processo ordinario sono gia’ stati giudicati con il rito abbreviato. Poco piu’ di due mesi fa il gup Sergio Ziino aveva inflitto 30 anni di reclusione al colaboratore di giustizia santangelese Giuseppe Vaccaro , sette anni a Stefano Iacono di SantaElisabetta e tre anni e quattro mesi all’empedoclino Calogero L’Abbate. Gli eredi dei Vaccaro Notte , si erano costituiti parte civile con il patrocinio degli avvocati Giuseppe Sciarrotta , Barabara Garascia e Tiziana Cacciatore.

   
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LILIUMJOKER MAFIA VIDEO CLIPS

MAFIA VIDEO CLIPS

BOSS-KILLER-PENTITI-LATITANTI

 

http://it.youtube.com/watch?v=qjtyCCm0Ivw

 

 

http://www.youtube.com/v/kMmmRsSdcjY

 

http://www.youtube.com/v/qjtyCCm0Ivw&rel=1

 

 

http://www.youtube.com/v/kJPNWpczSiY

 

COSCA  DEI  PIDOCCHI  SICANIA I

 

http://www.youtube.com/v/ARpdaoVSQpg

 

OPERAZIONE SICANIA I  COSCA DEI PIDOCCHI

 

http://www.youtube.com/v/ubKlkHpCJKo&rel=1

 

Ruoppolo Teleacras – Operazione Sicania 1

 

http://www.youtube.com/v/7exg7aPZBNw&rel=1

 

http://www.youtube.com/v/zNCjfSKQynU&rel=1

 

 

 

 

 

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Carlo Alberto DALLA CHIESA

 

Intitolazione della Caserma del Comando Regione Carabinieri ‘Sicilia’ al Generale C.A. M.A.V.M. Carlo Alberto DALLA CHIESA

Palermo,03/09/2007

 

In mattinata, a Palermo, si è svolta la cerimonia di intitolazione della Caserma sede del Comando Regione Carabinieri ‘Sicilia’ al Generale di Corpo d’Armata M.A.V.M. Carlo Alberto DALLA CHIESA, nella ricorrenza del 25° Anniversario dell’uccisione avvenuta il 3 settembre 1982, ove persero la vita anche la moglie Emanuela SETTI CARRARO e l’Agente di Polizia Domenico RUSSO.

Presenti le Autorità di Governo, i familiari del Caduto, tra cui il figlio Nando DALLA CHIESA, ed il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gianfrancesco SIAZZU, che sono stati accolti dal Comandante Interregionale ‘Culqualber’, Generale Giuseppe BARRACO, dal Comandante della Regione Carabinieri ‘Sicilia’, Generale Arturo ESPOSITO, e dalle massime Autorità regionali civili ed ecclesiastiche.

Un momento della cerimoniaDeposizione di una corona di alloro al busto del Generale DALLA CHIESA

 

L’evento è stato preceduto dalla deposizione di una corona di alloro al busto del Generale DALLA CHIESA, ubicato nell’androne sede del Comando Regione, cui hanno fatto seguito la S. Messa in suffragio nella Chiesa di S. Maria Monserrato e la deposizione di corone nel luogo dell’eccidio, in via Isidoro Carini.

Durante la cerimonia è stata rievocata l’intensa carriera dell’Eroe.

Successivamente ha preso la parola il Generale Gianfrancesco SIAZZU che ha rivolto il proprio commosso saluto al Generale DALLA CHIESA: ‘Noi non l’abbiamo mai dimenticato e per me oggi e’ una grande emozione essere qui. L’Arma vuole rendere omaggio al supremo sacrificio delle vittime di quel barbaro eccidio e lo fa intitolando al nostro Generale questa prestigiosa Caserma‘.

Deposizione di una conona d

 

Il Comandante ha poi rivolto un caloroso pensiero anche ‘ai familiari di tutti i nostri caduti ed in particolare ai parenti delle vittime della strage. […] Per l’Arma dei Carabinieri e’ stato un onore e un privilegio averlo annoverato tra le sue file. E’ stato un eroe del nostro tempo. Pensavo a quando, da giovane Capitano, ho avuto il Generale DALLA CHIESA come comandante a Torino. Era il tempo della lotta alle ‘Brigate Rosse’ e ricordo la sua determinazione, i suoi interventi incisivi, l’ammirazione che destava in tutti noi giovani ufficiali. DALLA CHIESA si e’ distinto nell’impegno contro il banditismo e la mafia. Fu un acuto osservatore dei fenomeni sociali e delinquenziali, cosa che lo ha portato a introdurre nuove tecniche investigative perfettamente aderenti alla realtà del tempo. Il Generale DALLA CHIESA aveva senso dello Stato, spirito di giustizia, onestà e temperamento. E aveva un’istintiva generosità e profonda umiltà. E’ una icona del nostro tempo che ancora oggi suscita ammirazione e rispetto non solo tra i militari dell’Arma’. […] Ispirata da questa figura splendida – ha concluso – questa fantastica Isola può ancora trovare forza e coraggio per continuare a lottare contro ogni forma di illegalità e oppressione‘.

Successivamente ha preso la parola il figlio Nando DALLA CHIESA che ha ricordato come suo padre ‘ha amato tantissimo Palermo e questa Regione. Diceva che qui sarebbe tornato e così e’ stato. In questa caserma e in questa esperienza siciliana, credo abbia imparato ad essere comandante di uomini nel senso più pieno. E oggi deve essere titolo per l’Arma e per le Istituzioni ricordarlo e additarlo come esempio‘.

Un momento della cerimonia

 

‘Era un uomo che amava il confronto con la gente’ ha aggiunto il Sottosegretario all’Interno Alessandro PAINO. ‘La nomina di DALLA CHIESA a Prefetto di Palermo mirava a valorizzare le sue capacità di coordinamento. Il suo operato contribuì a far radicare l’idea che la lotta alla mafia non andava portata avanti unicamente dispiegando le forze dell’ordine sul territorio, ma cercando di far convergere tutte le energie disponibili verso un obiettivo unico. Questa inversione di tendenza rispetto all’approccio corrente sul finire degli anni ’70 coincise proprio con il sacrificio del Generale‘.

L’evento si è concluso sulle note della Fanfara dei Carabinieri, alla presenza del reparto d’onore schierato, allorquando la madrina della cerimonia Agnese BORSELLINO, vedova del magistrato Paolo, ha scoperto la targa d’intitolazione all’ingresso della Caserma.

 

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Garlasco come Sant’Angelo Muxaro……..uguali e identici

 

Garlasco come Sant’Angelo Muxaro……..uguali e identici

 

 

 

Ci sono omicidi e omicidi se l’omicidio viene commesso al nord mezzi di comunicazione portano la gente alla nausea e al fastidio totale che non fanno altro che ricalcare in continuazione il fatto di cronaca, massiccia è la presenza delle forze dell’ordine e magistrati che indagano e interrogano i sospettati, gruppi scientifici come RIS  pronti a prelevare qualsiasi elemento utile all’indagine, l’intera cittadinanza collabora e partecipa perché è giusto che l’assassino o gli assassini della povera Chiara Poggi vengano assicurati alla giustizia.

 

Magistrati che hanno interrogato per decine e decine di ore i massimi sospettati per alcune lacune o incongruenze, stanno cercando di ricostruire dei tasselli mancanti anche con l’aiuto della scientifica.

Se io penso all’ omicidio di mio fratello Vincenzo Vaccaro Notte e faccio un paragone con l’allora magistrato di turno, Carmine Olivieri trascurò completamente la prassi dell’interrogatorio non chiese nessun appoggio scientifico, parte dell’indagine furono svolte con i piedi, decine e decine di verbali che io sottoscrissi mettendo in chiaro chi come e perché avrebbe potuto commettere il fatto.

Ribadisco nuovamente che tra nord e sud c’è una differenza abissale paragonando il lavoro investigativo….. testimoni che videro ma non parlarono e furono messi anche loro nel taccuino della Cosca de Pidocchi…..e si potevano evitare altri omicidi se avrebbero testimoniato.

Questo magistrato mise a repentaglio la mia vita e anche quella di mio fratello Salvatore Vaccaro Notte che purtroppo dopo 94 giorni dal primo omicidio, fu assassinato dai stessi mandanti e sicari che uccisero Vincenzo.

 

Ma la Sicilia fa parte dell’Italia?? Come mai indagini e mezzi televisivi svolgono in maniera molto ma molto diversa il lavoro che dovrebbe essere uguale per tutti?? O ci sono omicidi di serie A e omicidi di serie B?? Io noto una sola cosa che se viene commesso un omicidio in meridione se ne parla al massimo un paio di giorni ( senza risolvere quasi mai il caso ) se succede al nord ingenti aree boschive vengono abbattute per produrre carta per dare spazio alla notizia.

Sino agl’incubi notturni e non si vede l’ora che si chiude il caso per porre fine al calvario mediatico.

Non riesco a capire come mai questo magistrato con scarsa conoscenza della lingua italiana sia venuto a finire proprio ad Agrigento in una provincia calda dove la mafia è come il caffé ( lo si trova e si beve ovunque ).

 

Un’intero paese e provincia  è stato/a bonificato dalla feccia e di tanta sporcizia che per decenni ha mortificato la gente civile e onesta.

Sant’Angelo Muxaro un paese pieno di lacune e incongruenze che non ha memoria, un paese dove cercano di organizzare eventi culturali…… ma quale cultura ……se prima non si civilizza…un paese dove impiegati comunali e altri chiamavano confidenzialmente ”CUSCI”’ ( cugino ) o  ” CUMPA’ ” ( compare ) la feccia, la sporcizia, la cosca dei pidocchi… amministratori che hanno banchettato bevuto e organizzato membri e sottomembri assessori…. e consiglieri che si sono candidati per rappresentare chi?? Quando non vedono o fanno finta di non vedere quando non sono in grado di rappresentare se stessi

 

Negli ultimi tempi i giornali locali non fanno altro che riportare notizie pieni di ” TARITE ”( MINKIATE )…….mi spiego meglio….basta che un giornalista scrive un articolo altri non fanno altro che ricopiarlo e apportare delle leggere modifiche…articolo in questione del GDS 13 Luglio 2007 ( stralci di verbali messi a disposizione di tutti dalla procura di Palermo )dove il pentito ( inutile prima….figuriamoci adesso!!! ) Giuseppe Salvatore Vaccaro spiega la dinamica dei fatti di come è stato commesso l’omicidio di mio fratello Vincenzo, la procura di Palermo sa perfettamente che punto per punto che è stato messo a verbale sulla dinamica su l’omicidio di mio fratello è solamente concime e sa che nemmeno una virgola di come ha riferito il mezzo NANO o TUPPAGLIU non corrisponde a vero, ritengo che queste notizie pubblicate sui giornali sono per l’ennesima volta lesive ed offensive nei confronti della mia famiglia perché non è accettabile che ogni fantascemenza in particolar modo detta da i pentiti Mongiovì Pietro meglio conosciuto come ”SPATARU”  e Giuseppe Salvatore Vaccaro meglio
conosciuto come ”TUPPAGLIU o NANO” tutto ciò che riguarda l’omicidio dei miei fratelli.

Sarebbe stato meglio che il pentito u TUPPAGLIU o mezzo NANO avrebbe messo a verbale che è stato allattato sino all’età di 8 anni con il latte di un asino anziché di un’asina, avrebbe avuto più credibilità perché per l’omicidio di mio fratello Enzo animali e pidocchi come lui ( NANO – SPATARU ) ce n’erano tanti 

Chiedo che la procura di Palermo si limiti a divulgare notizie che non corrispondono a vero.

 

Ringrazio le numerose e-mail che ho ricevuto in particolar modo all’amico di Bolzano, Piemonte, Lombardia e principalmente anche da Garlasco che seguono con tanta solidarietà e molte altre città Italiane che sono state molto toccanti.

 

Angelo Vaccaro Notte

 

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POVERA ITALIA

POVERA  ITALIA

 

 

Ormai ciò che accade nella nostra bella Italia non mi fa meravigliare più di tanto.
Non so quanto possa essere consolante …….. alcuni esempi di ‘civiltà’ che contraddistinguono la nostra Nazione.

L’Italia è il paese che vanta un nutrito numero di presenze di froci all’interno del Governo. E’ l’Italia dei travestiti che siedono negli scranni di Montecitorio; è l’Italia dei Caruso, ‘bravissimo’ no global che contribuisce a decretare leggi per cittadini come me e lei; è l’Italia della Sgrena, che apostrofò il povero Quattrocchi dopo la sua morte come un mercenario (dimenticandosi che lei, per simile vicenda, ha avuto maggiore fortuna ma che è stata la causa della morte di un emerito funzionario di Polizia impallinato per proteggerla); è l’Italia della droga (a quanto pare anche in Parlamento); é l’Italia dei DICO; è l’Italia che consente agli ubriaconi e ai tossicodipendenti di mettersi al volante di una automobile e uccidere poveri pedoni (l’ultima ieri, una bimba di tre mesi; tanto sanno che in carcere non ci andranno mai…o se ci vanno il giorno dopo escono pronti per uccidere ancora).

E’ l’Italia che dedica un’aula del Senato ad un no global (Carlo Giuliani), il quale, poveretto, non è riuscito nell’impresa di massacrare a colpi di estintore un carabiniere durante i fatti del G8 di Genova. E per ‘premiarlo’ gli si dedica un’aula del Senato….povera Italia.

 

 

 

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Fontana saluta il Questore Zito

 

 

 

 

 

 

06/08/2007 13:19 – Cronaca – Agrigento

 

Visita di congedo alla Provincia del Questore di Agrigento Nicola Zito trasferito a dirigere la questura di Livorno dal prossimo 20 Agosto. A riceverlo il Presidente della Provincia Vincenzo Fontana e l’Assessore alla Cultura Santino Lo Presti che gli hanno espresso il loro ringraziamento per il lavoro svolto ad Agrigento, per la tenace lotta realizzata in questi anni per contrastare la criminalità organizzata e per l’importante azione di coordinamento di tutte le forze di polizia della provincia che lo ha portato a raggiungere ambiziosi traguardi per garantire il rispetto della legalità.
Il Presidente Fontana ha donato al questore Zito una stampa della Piscina di Akragas tratta dall’opera ”Voyage pittoresque ou Description des royaumes de Naples et de Sicile” dell’abate di Saint-Non.
Nel ringraziarlo per l’attività svolta in questi anni il Presidente Fontana ha  rivolto al Questore Zito un augurio per il conseguimento di ulteriori e più importanti obiettivi professionali sicuro che la grande professionalità dimostrata e le sue doti umane lo aiuteranno a raggiungere incarichi più prestigiosi.

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FOTO DEI LATITANTI DI MASSIMA PERICOLOSITA’

 

ELENCO DEI LATITANTI DI MASSIMA PERICOLOSITA’ FACENTI PARTE
DEL ‘PROGRAMMA SPECIALE DI RICERCA’ SELEZIONATI DAL
GRUPPO INTEGRATO INTERFORZE (G.I.I.R.L.)
L’iniziativa è volta a stimolare lo spirito di collaborazione della collettività con le Forze di Polizia nel settore della ricerca di pericolosi malviventi.

 

 liliumjoker

Badalamenti Vito
BADALAMENTI VITO

Latitante Adamo Andrea
ADAMO ANDREA 

CONDELLO DOMENICO


CONDELLO PASQUALE


CONTINI EDOARDO

Latitante Coluccio Giuseppe 
COLUCCIO GIUSEPPE

 
CRIACO PIETRO

CUBEDDU ATTILIO

DE STEFANO GIUSEPPE
Latitante Bosti Patrizio
BOSTI PATRIZIO
 
EMMANUELLO DANIELE
 
FALSONE GIUSEPPE


IOVINE ANTONIO


LICCIARDI VINCENZO
 
LO PICCOLO SANDRO

LO PICCOLO SAL
VATORE

MESSINA DENARO MATTEO
 
MESSINA GERLANDINO

MICELI SALVATORE
 
MOTISI GIOVANNI

PELLE SEBASTIANO
Latitante Nicchi Giovanni
NICCHI GIOVANNI
 
RACCUGLIA DOMENICO

RUSSO PASQUALE


RUSSO SALVATORE


SCOTTI PASQUALE
 
TEGANO GIOVANNI

VARANO MICHELE ANTONIO


ZAGARIA MICHELE


PELLE ANTONIO

 

 

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