2007 Un anno straordinario per i Carabinieri

 

 

 

 

 

 

 

L’anno appena trascorso, i colpi mortali alla mafia agrigentina, le operazioni piu’ importanti, la volonta’ di riscatto degli imprenditori vittime della criminalita’.

(Angelo Ruoppolo)
 
9 gennaio, due colpi di fucile. Primo omicidio. Santo Stefano di Quisquina, Giuseppe Palumbo, 36 anni, uccide lo zio, Stefano Palumbo, 71 anni.
29 gennaio, e’ ufficiale: si pente anche Beniamino Di Gati, 41 anni, di Racalmuto, fratello di Maurizio Di Gati.
11 febbraio, altri pentiti di mafia. Collaborano con i magistrati Giuseppe Vaccaro, 37 anni, e Pietro Mongiovi’, 48 anni, entrambi di Sant’Angelo Muxaro. Mongiovi’ si impicca in un carcere del Veneto il 23 aprile.
18 febbraio, Agrigento, via Callicratide, una ragazza belga di 24 anni tenta di uccidere il figlio neonato accoltellandolo.
6 marzo, maxi operazione anti mafia. La ”Camaleonte”. 21 arresti. E’ un colpo violento contro il clan del Capo Provincia di Cosa nostra, Giuseppe Falsone.
4 aprile, secondo omicidio. A Naro. Tito Piraino, 47 anni, muore vittima di 6 coltellate.
3 maggio, parla il pentito Luigi Putrone e svela gli omicidi di Antonio Di Caro di Canicatti’ ed Antonio Costanza di Favara. 8 arresti.
15 giugno, terzo omicidio. A Palma di Montechiaro. 3 colpi di pistola contro un pensionato di 82 anni, Domenico Pace.
2 luglio, quarto omicidio. Menfi. Ucciso a colpi di pistola e bruciato. La vittima e’ Filippo Mezzapelle, 42 anni.
27 luglio, ad Agrigento e’ scoperto il cadavere di Maurizio Zappino, 33 anni, di Grotte.
3 luglio, quinto omicidio, anzi suocericidio, a Racalmuto. Luigi Gagliardo, 49 anni, spara e uccide la suocera Salvatrice Chiodo, 77 anni.
12 luglio, operazione ”Sicania 2”. Mafia e 5 omicidi. 10 arresti tra Santa Elisabetta, Raffadali, Sant’Angelo Muxaro, Racalmuto e Grotte.
30 luglio, operazione ”Domino 2”. I pentiti Putrone, Di Gati e Gagliardo. 24 arresti per mafia ed omicidi tra Agrigento, Grotte, Sciacca, Racalmuto, Santa Elisabetta e Porto Empedocle.
29 ottobre, operazione ‘’Marna”. 13 arresti, tra Porto Empedocle, Realmonte e Siculiana. E’ terra bruciata attorno al superlatitante di Porto Empedocle, Gerlandino Messina. Alle indagini collaborano anche numerosi imprenditori vittime del pizzo. E’ una svolta storica.
 

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