Carlo Alberto DALLA CHIESA

 

Intitolazione della Caserma del Comando Regione Carabinieri ‘Sicilia’ al Generale C.A. M.A.V.M. Carlo Alberto DALLA CHIESA

Palermo,03/09/2007

 

In mattinata, a Palermo, si è svolta la cerimonia di intitolazione della Caserma sede del Comando Regione Carabinieri ‘Sicilia’ al Generale di Corpo d’Armata M.A.V.M. Carlo Alberto DALLA CHIESA, nella ricorrenza del 25° Anniversario dell’uccisione avvenuta il 3 settembre 1982, ove persero la vita anche la moglie Emanuela SETTI CARRARO e l’Agente di Polizia Domenico RUSSO.

Presenti le Autorità di Governo, i familiari del Caduto, tra cui il figlio Nando DALLA CHIESA, ed il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gianfrancesco SIAZZU, che sono stati accolti dal Comandante Interregionale ‘Culqualber’, Generale Giuseppe BARRACO, dal Comandante della Regione Carabinieri ‘Sicilia’, Generale Arturo ESPOSITO, e dalle massime Autorità regionali civili ed ecclesiastiche.

Un momento della cerimoniaDeposizione di una corona di alloro al busto del Generale DALLA CHIESA

 

L’evento è stato preceduto dalla deposizione di una corona di alloro al busto del Generale DALLA CHIESA, ubicato nell’androne sede del Comando Regione, cui hanno fatto seguito la S. Messa in suffragio nella Chiesa di S. Maria Monserrato e la deposizione di corone nel luogo dell’eccidio, in via Isidoro Carini.

Durante la cerimonia è stata rievocata l’intensa carriera dell’Eroe.

Successivamente ha preso la parola il Generale Gianfrancesco SIAZZU che ha rivolto il proprio commosso saluto al Generale DALLA CHIESA: ‘Noi non l’abbiamo mai dimenticato e per me oggi e’ una grande emozione essere qui. L’Arma vuole rendere omaggio al supremo sacrificio delle vittime di quel barbaro eccidio e lo fa intitolando al nostro Generale questa prestigiosa Caserma‘.

Deposizione di una conona d

 

Il Comandante ha poi rivolto un caloroso pensiero anche ‘ai familiari di tutti i nostri caduti ed in particolare ai parenti delle vittime della strage. […] Per l’Arma dei Carabinieri e’ stato un onore e un privilegio averlo annoverato tra le sue file. E’ stato un eroe del nostro tempo. Pensavo a quando, da giovane Capitano, ho avuto il Generale DALLA CHIESA come comandante a Torino. Era il tempo della lotta alle ‘Brigate Rosse’ e ricordo la sua determinazione, i suoi interventi incisivi, l’ammirazione che destava in tutti noi giovani ufficiali. DALLA CHIESA si e’ distinto nell’impegno contro il banditismo e la mafia. Fu un acuto osservatore dei fenomeni sociali e delinquenziali, cosa che lo ha portato a introdurre nuove tecniche investigative perfettamente aderenti alla realtà del tempo. Il Generale DALLA CHIESA aveva senso dello Stato, spirito di giustizia, onestà e temperamento. E aveva un’istintiva generosità e profonda umiltà. E’ una icona del nostro tempo che ancora oggi suscita ammirazione e rispetto non solo tra i militari dell’Arma’. […] Ispirata da questa figura splendida – ha concluso – questa fantastica Isola può ancora trovare forza e coraggio per continuare a lottare contro ogni forma di illegalità e oppressione‘.

Successivamente ha preso la parola il figlio Nando DALLA CHIESA che ha ricordato come suo padre ‘ha amato tantissimo Palermo e questa Regione. Diceva che qui sarebbe tornato e così e’ stato. In questa caserma e in questa esperienza siciliana, credo abbia imparato ad essere comandante di uomini nel senso più pieno. E oggi deve essere titolo per l’Arma e per le Istituzioni ricordarlo e additarlo come esempio‘.

Un momento della cerimonia

 

‘Era un uomo che amava il confronto con la gente’ ha aggiunto il Sottosegretario all’Interno Alessandro PAINO. ‘La nomina di DALLA CHIESA a Prefetto di Palermo mirava a valorizzare le sue capacità di coordinamento. Il suo operato contribuì a far radicare l’idea che la lotta alla mafia non andava portata avanti unicamente dispiegando le forze dell’ordine sul territorio, ma cercando di far convergere tutte le energie disponibili verso un obiettivo unico. Questa inversione di tendenza rispetto all’approccio corrente sul finire degli anni ’70 coincise proprio con il sacrificio del Generale‘.

L’evento si è concluso sulle note della Fanfara dei Carabinieri, alla presenza del reparto d’onore schierato, allorquando la madrina della cerimonia Agnese BORSELLINO, vedova del magistrato Paolo, ha scoperto la targa d’intitolazione all’ingresso della Caserma.

 

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