Aveva contestato il fratello pentito

L’INTERVISTA A LUIGI GAGLIARDO

Aveva contestato

il fratello pentito

dissociandosi da lui

 

Luigi Gagliardo, qualche giorno fa, prima di finire in carcere disse: «Confermo di essermi dissociato dalla scelta di pentirsi fatta da mio fratello Ignazio. Noi crediamo che chi ha sbagliato non deve prendersela con altre persone che, a volte, possono anche essere innocenti ». Il tutto pubblicato da questo quotidiano, poco dopo l’effettuazione, da parte dei carabinieri del Nucleo operativo,

dell’operazione Sicania II.

Quella fu, di fatto, la prima retata scattata grazie alle dichiarazioni fornite, tra gli altri, proprio da Ignazio Gagliardo, capace di far smantellare gran parte dello zoccolo duro di Cosa nostra dell’entroterra agrigentino.

Luigi Gagliardo, che in carcere era finito già nel febbraio del 2003 nel

contesto dell’operazione Ombra, da mesi andava dicendo a destra e a

manca di non condividere la scelta del salto del fosso fatta dal fratello.

Una presa di posizione che, tutto sommato, confermava come il più

piccolo dei Gagliardo fosse evidentemente ancora legato a certe «tradizioni».

E a ulteriore avallo di ciò, il procuratore aggiunto della Dda, Sergio Lari,

ha raccontato di quando Luigi si recò dall’allora latitante Maurizio Di Gati per informarlo del fatto che il fratello si fosse pentito, ovviamente dissociandosene, a scanso di equivoci. Una dissociazione che, alla luce

delle indagini, non gli ha permesso di evitare il carcere.

 

F.D.M.

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