SICANIA 2 Operazione antimafia ad Agrigento

 

 

 

Agrigentoweb NEWS

12 / 07 / 2007 – 13.51.08

 

CRONACA
Operazione antimafia ad Agrigento

 

Arresti dei Carabinieri

 

SICANIA  II  BONIFICA  DEL  TERRITORIO  AGRIGENTINO

 

 

il Procuratore aggiunto di Palermo con delega della Dda su Agrigento, Sergio Lari, il sostituto della Dda Costantino De Robbio

 

    (A.Ruoppolo)

I Carabinieri della Compagnia di Agrigento, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, stanno compiendo una massiccia operazione contro diverse cosche locali su tutto il territorio nazionale.
Numerosi i provvedimenti restrittivi in corso di esecuzione. Si cercano in particolare, i responsabili e i mandanti di 5 omicidi e due tentati omicidi. Tra i delitti contestati anche l’associazione mafiosa e il porto e la detenzione illegale di armi.
Gli arresti sono stati eseguiti ad Agrigento, Santa Elisabetta e Raffadali, ma anche a Fontanellato (Parma), Palermo, Cuneo, L’Aquila e Benevento.



Gli arrestati, Salvatore Fragapane, 51 anni, di Santa Elisabetta, gia’ capo provincia di Cosa nostra agrigentina, ergastolo definitivo al processo Akragas. Il figlio Stefano Fragapane, 29 anni, in carcere dal 14 luglio del 2002, giorno dell’operazione Cupola. Giuseppe Fanara, 51 anni, di Santa Elisabetta, all’ergastolo dopo le inchieste Akragas e killer anche del maresciallo Guazzelli. Vincenzo Licata, 51 anni, di Grotte, anche lui ergastolano al processo Akragas, cosi’ come Giuseppe Brancato, 49 anni, di Santa Elisabetta, e Giovanni Aquilina, 59 anni, di Grotte. I 6 rispondono di associazione mafiosa, omicidio e tentato omicidio. Poi gli altri 4 indagati: Raffaele Fragapane, 30 anni, nipote di Salvatore, cugino di Stefano e figlio di Francesco, vittima della lupara bianca nel 1977. Raffaele Fragapane e’ stato gestore di un Centro di telefonia cellulare ed avrebbe fornito le schede telefoniche alla famiglia mafiosa di Santa Elisabetta. Di detenzione e traffico di armi rispondono: Roberto Vito D’Alessandro, 39 anni, di Sant’Angelo Muxaro. Alessandro Vella, 30 anni, di Agrigento, e Pasquale Vella, 44 anni, di Raffadali. E’ stata l’operazione Sicania 2, una prosecuzione della Sicania 1 del 10 maggio 2006. Nel mirino dei Carabinieri agrigentini e della Direzione distrettuale antimafia di Palermo il triangolo storico di Cosa nostra agrigentina, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro e Raffadali, verso Racalmuto e Grotte. La Sicania 1 ha smantellato la famiglia dei Fragapane, roccia del mandamento di Casteltermini. Adesso la Sicania 2 ha rivelato mandanti ed esecutori di omicidi e agguati falliti. La lunga scia di sangue ruota intorno a Stefano Fragapane, al potere solo a 20 anni, quando arrestano il padre e muore lo zio Leonardo. Tanti si irritano, pensano che sia troppo giovane, ne approfittano e vorrebbero spodestarlo, Lui, Stefano, e’ piu’ agguerrito che mai. Raccontano che quando cammina con gli amici per le strade di Santa Elisabetta si ferma e perche’ si capisca chi comanda si avvicina a uno e gli ordina: ‘’ a tia, scattaci un timbuluni a iddu ‘’, e quello obbedisce subito. Gli omicidi dunque, sono 5: Filippo Cuffaro e’ un killer di Raffadali. E’ ucciso il 12 novembre del 97. Lui ha paura. Sa’ che e’ nella lista nera dei Fragapane. E’ diffidente. Usano uno stratagemma. Pensate, il pentito Ignazio Gagliardo di Racalmuto e’ l’ esca. Maurizio Di Gati e Giuseppe Fanara dicono a Filippo Cuffaro: ‘’devi uccidere una persona. Vieni con noi che ti facciamo vedere chi e’ ‘’. Da Raffadali a Racalmuto. Entrano in un bar dove Ignazio Gagliardo beve un caffe’. ‘’Filippo Cuffaro, guardalo bene, e’ lui, devi uccidere lui ‘’. Una settimana dopo Giuseppe Fanara e Maurizio Di Gati bussano alla porta di casa di Filippo Cuffaro: ‘’ andiamo ad uccidere quella persona ‘’. Poi invece Di Gati e Fanara uccidono Filippo Cuffaro, caduto nella trappola. Il cadavere della vittima e’ sepolto nel cantiere di Vincenzo Licata, tra Campofranco e Milena, lo stesso dove e’ stato sotterrato Antonio Costanza di Favara. Poi, i fratelli di Sant’Angelo Muxaro Vincenzo e Salvatore Vaccaro Notte, commercianti, uccisi perche’ non si piegano al ricatto di Cosa nostra. Il pentito di Sant’Angelo Muxaro Giuseppe Vaccaro e Stefano Fragapane sono gli esecutori materiali dell’omicidio di Vincenzo Vaccaro Notte, il 3 novembre del 1999.
Ancora Giuseppe Vaccaro, un altro pentito di Sant’Angelo Muxaro, Pietro Mongiovi’, ed Agostino Sacco, capomafia di Sant’Angelo morto nel 2005, sono gli esecutori dell’omicidio di Salvatore Vaccaro Notte, ucciso il 5 febbraio del 2000. Il mandante e’ Stefano Fragapane.
Ancora Stefano Fragapane e’ il mandante dell’omicidio di Salvatore Oreto, ucciso a Raffadali il 27 maggio del 2000 da Giuseppe Vaccaro, Pietro Mongiovi’ e Giuseppe Bruno, 28 anni, il pastore di Sant’Angelo Muxaro ucciso il 9 ottobre del 2003. Stefano Fragapane e’ anc
ora il mandante dell’omicidio di Giuseppe Alongi, ucciso ad Aragona il 5 dicembre del 99. Gli esecutori materiali sono Roberto Di Gati, fratello di Maurizio, morto suicida in carcere ad Agrigento lo scorso 8 dicembre, e Giovanni Aquilina, di Grotte.
Poi, 2 tentati omicidi. Salvatore Grassonelli, 63 anni, di Porto Empedocle, morto suicida in carcere lo scorso 25 maggio, il 30 aprile del 99 e’ al soggiorno obbligato a Sant’Angelo Muxaro. Salvatore Fragapane ordina l’agguato, poi fallito, al rivale della stidda. Gli esecutori del tentato omicidio sono Gino Di Piazza, morto suicida a Casteltermini, Giuseppe Fanara e Giuseppe Brancato. Stefano Fragapane e’ infine l’esecutore del tentato omicidio di Silvio Cuffaro, bersaglio mancato a Raffadali, il 5 febbraio del 99.


I protagonisti dell’inchiesta Sicania 2. Il colonnello Rodolfo Passaro, il Procuratore aggiunto di Palermo con delega della Dda su Agrigento, Sergio Lari, il sostituto della Dda Costantino De Robbio, ed il maggiore Massimo Cucchini. Le indagini, intercettazioni, pedinamenti, riscontri .

 

 

                     I   PENTITI

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I pentiti, 6. Il primo e’ Ignazio Gagliardo, che parla dal 27 marzo 2006. Giuseppe Vaccaro dal 29 maggio del 2006. Luigi Putrone dal primo agosto 2006. Pietro Mongiovi’ dal 5 ottobre 2006. Maurizio Di Gati dal primo dicembre 2006, ed il fratello Beniamino Di Gati dall’11 dicembre 2006. Per tutti e’ scaduto il termine dei 180 giorni. Altre sorprese all’orizzonte.

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